La Parola è la mia casa: [16/02/2025] VI dom TO anno C

Comunità pastorale delle parrocchie di Chiuro e Castionetto

La Parola è la mia casa: [16/02/2025] VI dom TO anno C

Il vangelo distorto della “prosperity theology” smentito dai “beati” e dai “guai” di Luca

Dal vangelo secondo Luca (Lc 6,17.20-26)

In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne. Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

La nomina della telepredicatrice Paula White a guida di un inedito “ufficio della fede”, istituito dal presidente degli USA Trump, e una foto diffusa tramite social dalla Casa Bianca con la stessa White e altri rappresentanti e pastori di comunità evangelicali impegnati in una imposizione delle mani sul presidente ha portato alla ribalta la cosiddetta “teologia della prosperità”. Infatti la White (e gli altri pastori raffigurati nell’immagine), oltre ad altre dichiarazioni parareligiose discutibili, sostiene la dottrina del “prosperity gospel”, una corrente teologica neo-pentecostale evangelica molto diffusa negli Stati Uniti e in America Latina, ma in espansione anche in Africa e in estremo Oriente.

Il nucleo della teologia della prosperità si basa sulla convinzione che, attraverso il potere della fede, i credenti possano ottenere ricchezza, salute e benessere, mentre la mancanza di fede porti alla povertà e alla malattia. Ciò, distorcendo irrimediabilmente il messaggio evangelico e ponendosi in aperto contrasto con la dottrina sociale della Chiesa, promuove un forte individualismo, una colpevolizzazione dei poveri e una autogiustificazione delle ingiustizie.

Possiamo supporre che, nella preghiera raffigurata nella fotografica citata, non sia stato utilizzato il brano di Luca che, con sospetta puntualità (che ci sia lo zampino dello Spirito Santo?), ci viene proposto in questa VI domenica del tempo ordinario.

Introducendo il “discorso della pianura”, il Gesù raccontato da Luca propone uno schema di beatitudini diverso ma complementare a quello di Matteo: quattro “beati voi” a cui corrispondono specularmente quattro “guai a voi” (o “infelici voi”).

Questi “beati voi …” e “guai a voi” non rientrano nella parte morale ed esortativa del discorso, ma hanno carattere di annuncio positivo per i poveri, poi specificati in affamati, afflitti, perseguitati. Inoltre la beatitudine o l’annuncio di “guai” permettono di distinguere una felicità solida e duratura (“beati” significa “felici”) in quanto ricevuta come dono di Dio e fondata sull’appartenenza al regno, seppur dentro i problemi, le sofferenze e le fatiche della vita, e un benessere e una consolazione effimeri perché ottenuti dentro una vita egoista e autoreferenziale, una sazietà soddisfatta di sé che non si lascia inquietare dalle sofferenze altrui.

Per Luca in particolare, ma in tutta la Scrittura, la “fedeltà ai poveri” da parte di Dio e dei suoi discepoli è imprescindibile e si allarga dalla fraternità ecclesiale alla fraternità nell’ambito della famiglia umana. Occorre allora stare attenti a quei falsi profeti e a quei potenti che promuovono, attraverso una lettura fondamentalista e parziale della Bibbia, un cristianesimo ridotto a “religione civile” identitaria, a ideologia con una spruzzata di devozionalismo e senza traccia di Vangelo e di profezia che giustifica ogni ingiustizia, ogni egoismo, ogni discriminazione

Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non permettere che sia oggetto di disprezzo nelle sue membra, cioè nei poveri. Non onorare Cristo qui in chiesa con stoffe di seta, mentre fuori lo trascuri quando soffre. Colui che ha detto: “Questo è il mio Corpo”, ha detto anche: “Mi avete visto affamato e non mi avete dato da mangiare”.

San Giovanni Crisostomo