Riflessione domestica – II dom TQ anno C [16/03/2025]

da Parrocchiaponte.it, il sito della Comunità pastorale delle parrocchie di San Maurizio, San Luigi Gonzaga, Santi Matteo e Carlo.
Riproponiamo anche su parrocchiechiurocastionetto.it una iniziativa in collaborazione con la comunità pastorale di Ponte, Sazzo e Arigna: oltre al commento al Vangelo, un semplice sussidio per tutta la famiglia con giochi e riflessioni a partire dalle letture della domenica.
La Quaresima è un cammino. Ma Qual’è l’obiettivo di questo cammino? Domenica scorsa ne abbiamo scoperto le difficoltà. La tentazione, il cui termine significa “passare attraverso”, è la dimensione in cui viviamo e ci colpisce proprio perché siamo credenti. Paradossalmente, è buon segno essere tentati, significa che siamo nella logica della conversione. Ma l’obiettivo della nostra quaresima non sono il sacrificio e la mortificazione, l’obiettivo della nostra Quaresima è salire sul monte Tabor per vedere la bellezza e la gioia ci attendono. Lì vogliamo andare, lì vogliamo orientare la nostra vita, non per fuggire alla realtà, ma per trasfigurarla. I discepoli ormai conoscono da tempo Gesù, hanno ascoltato le sue parole, hanno ammirato la sua profondità e la sua pacatezza, hanno amato la sua visione delle cose; ma ora, sul Tabor, cambia il loro modo di vederlo. La bellezza è nel nostro sguardo, non nelle cose o nelle persone. Come quando si è innamorati e improvvisamente la persona che abbiamo accanto diventa bellissima, nonostante non sia cambiata, perchè è cambiato il nostro modo di guardarla. Quanto è bello vedere la bellezza di Dio! Quanto è bello riconoscere, nel volto umano del Signore, il volto sorridente del Padre. E quanta bellezza manca ancora, alla nostra fede! Questa bellezza cerchiamo durante la Quaresima, una bellezza che supera ogni altra bellezza e solo in Dio acquista spessore e speranza. Nella follia dell’uomo che si crede dio, noi cerchiamo il Dio bellissimo, quello vero. Luca scrive che Gesù è salito sul Tabor per pregare e che è in preghiera, mentre si trasfigura. E’ importante riscoprire nella nostra fede l’aspetto della preghiera come incontro intimo con la Parola di Dio. Gesù, con Elia e Mosè, parla della suo “esodo che sta per compiersi a Gerusalemme”. In quel momento di Gloria il Signore riceve conferma del dolore che dovrà affrontare. Quando siamo sul Tabor capiamo che la vita reale è fatta anche di croci e di sconfitte, di dolore e di delusioni. Solo nella bellezza possiamo affrontare il dolore. Per vedere la bellezza di Dio dobbiamo lottare, combattere, restare svegli, pregare. L’ascolto della Parola è l’invito che il Padre rivolge a tutti noi: ascolto che richiede attenzione, ascolto che richiede silenzio, ascolto che richiede desiderio. Sia, questa salita al Tabor, l’occasione per ascoltare meglio. Ascoltarci nel nostro io profondo, ascoltare chi ci sta attorno, per migliorare la qualità delle nostre conversazioni, pesando e pensando le parole da pronunciare. Riprendendo il mano, quotidianamente, il Vangelo che ci aiuta a rileggere la vita. Allora il nostro sguardo vedrà la metamorfosi, la trasfigurazione, che avviene attorno e dentro di noi quando prendiamo sul serio Dio. E vogliamo iniziare proprio da noi: sapendoci amati, costruendo un metro quadrato di pace assoluta intorno a noi. Solo così, metro dopo metro, si realizzerà la pace su tutto il mondo.
Per tutti, in particolare famiglie e ragazzi, proponiamo spunti di riflessione e giochi presi dalla rivista “Catechisti parrocchiali”, potete aprire il file cliccando su: “riflessione e giochi” in fondo alla pagina.